Il bestiario dell'imperatore Rodolfo II (1570-1611)

Nella sedicesima Secolo le corti europee erano, come le università - centri intellettuali e di ricerca, nelle quali si raccoglievano gli intellettuali e fiorivano gli studi, anche ai fini dei quali venivano collezionati sostanze, materiali, oggetti d'arte e reperti naturali. Come un theatrum mundi nelle sale delle Wunderkammer doveva riflettersi il mondo, come un microcosmo in una stanza. Ciò che per la sua deperibilità, eccessiva rarità o intrasportabilità non poteva venir incluso nella collezione, veniva spesso collezionato nella sua effige, cioè ritratto.

Il Bestiario (Museum) di Rodolfo II riunisce in due volumi 181 immagini di animali di specie autoctone ed esotiche, animali reali ma anche draghi e unicorni, una sorta di giardino zoologico racchiuso tra le pagine di carta.

Le tavole presentano stili e tecniche differenti, olio, gouache e acquerello, interventi di artisti diversi e un lungo periodo di gestazione che va circa da 1570 al 1610/11.
Artisti come Daniel Fröschel (1563-1613) e Dirk de Quade van Ravensteyn, ma probabilmente, almeno come modelli, Hans Hoffman (1530-1591/92), Joris e Jacob Hoefnagel, Giuseppe Arcimboldo (1526-1593). Nessuno dei fogli è firmato e solo uno è datato. L'opera è conservata alla biblioteca nazionale di Vienna.