Francisco Hernández de Toledo, Rerum Medicarum Novae Hispaniae Thesaurus



Francisco Hernández de Toledo (La Puebla de Montalbán, Toledo 1514 – Madrid 1587) fu un medico, ornitologo e botanico spagnolo. Studiò medicina presso l'Università di Alcalá e lavorò per diversi anni a Toledo e Siviglia. Ricoprì anche la funzione prestigiosa di medico presso l'ospedale del monastero di Guadalupe. Nel 1565 fu nominato medico di corte.

Nel mese di gennaio 1570, Filippo II di Spagna lo nominò Protomedico generale delle Indie e, con una dotazione di 60.000 ducati, lo incaricò di condurre una spedizione scientifica nella Nuova Spagna. Francisco Hernández partì insieme al figlio nell'agosto del 1571 ed arrivò a Veracruz nel febbraio 1572.

Fino al suo ritorno in Spagna, nel 1577, esplorò la Nuova Spagna, in particolare l'altopiano centrale messicano. La spedizione comprendeva un geografo e pittori, botanici e medici indigeni. Studiò le pratiche medicinali locali e condusse studi archeologici, raccogliendo una vasta collezione di campioni, 38 volumi di disegni e numerose note, parzialmente scritte in lingua nahuatl. Al suo ritorno in patria i materiali autografi, insieme alle immagini riprese dal vivo e all’erbario secco, furono conservati presso la Biblioteca dell'Escorial per scomparire in seguito, probabilmente distrutti durante l'incendio del 1671.

Dopo la morte di Hernández, nel 1588, Filippo II incaricò Leonardo Antonio Recchi da Montecorvino di compendiarne i manoscritti per una pubblicazione, in modo da illustrare solo quelle piante dotate di virtù terapeutiche che potessero essere utilizzate nel mercato europeo. Nel 1589, di ritorno in Italia, Recchi portò con sé una copia del manoscritto e alcune tavole presentandole a Giovambattista Della Porta e Fabio Colonna. Recchi morì, tuttavia, nel 1595 senza aver compiuto la sua opera. Il manoscritto passò nelle mani del nipote ed erede Marco Antonio Petilio che lo cedette in seguito, intorno al 1610, a Federico Cesi. Il giovane fondatore dell'Accademia dei Lincei riprese, dunque, dal 1610 il progetto di un'edizione commentata e arricchita di nuove figure, con la collaborazione di Giovanni Faber (Johannes Schmidt), Giovanni Terrenzio, Fabio Colonna, Francesco Stelluti - autore degli indici -, e Cassiano dal Pozzo.

Nel 1628 venne portata a termine presso Jacomo Mascardi la stampa dell'opera da pagina 1 a pagina 936 con il frontespizio di Matteo Greuter. Nel 1630 e nel 1648, rispettivamente, appaiono II e il III frontespizio presso Vitale Mascardi. Dopo la donazione da parte della duchessa Olimpia Cesi, figlia di Federico Cesi, ad Alfonso de Las Torres delle ultime copie a sua disposizione, vengono stampati per merito dello stesso gli indici, un nuovo frontespizio e il secondo tomo dell'opera.

Nel 1651 compare una ristampa di 450 copie della edizione 1628/1630 con il frontespizio di Matteo Greuter alterato ad opera dei librai romani Deversini e Masotti.

La prima parte del Tesoro, che riproduce il compendio di Leonardo Recchi, è costituita da dieci libri: il primo, Prolegomena, illustra il metodo seguito dall'autore nell'elaborazione dei materiali di Francisco Hernández; dal libro II al libro VIII troviamo la parte botanica; il libro IX è dedicato alla descrizione della fauna, il libro X ai minerali.
La seconda parte del Tesoro, dalla pagina 454 alla 849, è dedicata alla descrizione di Giovanni Faber di trentacinque animali messicani.
La terza parte contiene le Annotationes et Additiones di Fabio Colonna, mentre l'ultima presenta le venti tabelle delle Tabulae Phytosophicae ad opera di Federico Cesi.


Oltre al Tesoro messicano dell'Accademia dei Lincei, esistono altre due opere che raccolgono i materiali di Francisco Hernández de Toledo. La prima, pubblicata in realtà già nel 1615, è opera di Francisco Ximenez, monaco spagnolo dedicato alla botanica, che tradusse l'opera di Francisco Hernández nel compendio di Recchi dal latino in castellano, arricchendola delle proprie osservazioni, che farà stampare, senza immagini, in Messico per i tipi di Diego Lopez Davalos.

Un compendio più tardo dell'opera di Francisco Hernández de Toledo fu pubblicato invece nel 1790 ad opera del medico e botanico spagnolo Casimiro Gómez Ortega, basato sul materiale conservato nel Collegio Imperiale dei Gesuiti di Madrid, con il titolo Francisci Hernandi, medici atque historici Philippi II, Hispan et Indiar. Regis, et totius novi orbis archiatri, opera: cum edita, tum inedita, ad autographi fidem et integritatem expressa, impensa et jussu regio.

Claudia Angelmaier, Cultura e Natura


Cultura e Natura. Tre gradi di lontananza. Natura attraverso la mediazione culturale, dell'arte, della sua riproduzione a stampa e della fotografia. Una classificazione dell'artificiale.

Claudia Angelmaier

Pier Antonio Micheli, Nova plantarum genera


Pier Antonio Micheli (Firenze 1679 – Firenze 1737), botanico e micologo, va considerato il fondatore della Micologia moderna. Allievo di Bruno Tozzi e influenzato dal pensiero di Joseph de Tournefort, fu professore a Pisa e prefetto dell’Orto Botanico di Firenze. Nel 1716 fondò la Società botanica fiorentina. In corrispondenza con i maggiori botanici della sua epoca, godé della stima di Carlo Linneo che gli dedicò un genere di pianta della famiglia delle Magnoliacee: la Michelia.

Dedicatosi a numerosi esplorazioni, raccolse ed essiccò circa 19000 piante, il più grande erbario italiano del tempo. Condusse una serie di osservazioni sui funghi attraverso un sistema di lenti e fu il primo a dimostrare che si riproducono per mezzo di spore. Tra le altre dette alle stampe nel 1729 Nova plantarum genera, per i tipi di Bernado Paperini, in un volume con 108 tavole incise in rame fuori testo, di trenta dedicate ai funghi.

Tra i suoi allievi Giovanni Targioni Tozzetti, che fu anche il suo primo biografo e ne curò il Catalogus plantarum Horti Caesarei Florentini che uscì, postumo, nel 1748, sempre per i tipi di Bernado Paperini.

Joris e Jacob Hoefnagel

Joris (Georg) Hoefnagel (Anversa, 1542 – Vienna, 9 1600) è stato un pittore, cartografo ed illustratore fiammingo. Di famiglia benestante (il padre era mercante di diamanti), fu anch'esso attivo nell'impresa paterna e come tale condusse diversi viaggi: in Francia, Spagna, Inghilterra.

Dopo l’invasione di Anversa del 1576 da parte delle truppe spagnole, perse i suoi beni e, dal 1577, compì viaggi attraverso l'europa assieme al cartografo Abraham Ortelius. Nominato artista di corte da Alberto V duca di Baviera, presso il quale lavorò come miniaturista, fu anche a Roma, in contatto con il circolo del cardinale Alessandro Farnese. Rimase tuttavia a Monaco di Baviera fino al 1590, con alcune interruzioni che lo vedono lavorare per il duca Ferdinando II d'Austria. Di seguito fu alla corte praghese dell'imperatore Rodolfo II. Hoefnagel, aiutato dal figlio Jacob (1575-1630) collaborò alla realizzazione del Bestiario.

Tra le opere da lui illustrate il Mira calligraphiae monumenta (Libro dei modelli di Calligrafia, (119 pergamene) commissionato da Rodolfo, iniziato nel 1590 e portato avanti per più di 15 anni fino alla morte del calligrafo, Georg Bocskay; Animalia Rationalia et Insecta, Ignis (1575-1582), in 4 libri, commissionato da Ferdinando II, nipote di Rodolfo II.

August Johann Rösel von Rosenhof, Der Insecten-Belustigung



August Johann Rösel von Rosenhof (1705-1759) fu un naturalista, entomologo e pittore di miniature tedesco contemporaneo di Linneo. Nato in una famiglia di artisti (suo nonno Franz Rösel era pittore di animali e paesaggi, il padre, Pius, era incisore, mentre il fratello di questi, Wilhelm, era famoso pittore di animali), August Johann Rösel von Rosenhof fu influenzato da Anna Maria Sibylla Merian, in particolare dal suo Metamorphosis insectorum Surinamensium (Metamorfosi degli insetti del Suriname, 1647–1717). Per le sue dettagliate descrizioni degli insetti va considerato uno dei fondatori della moderna entomologia.

Nel 1740 pubblica la prima edizione della sua Insecten-Belustigung (Divertimento entomologico), una sorta di rivista di entomologia, a cui seguirono negli anni successivi altre uscite regolari. Negli anni 1746, 1749 e 1755 ne pubblicò la raccolta in tre diversi volumi. Un quarto volume apparve postumo nel 1761, curato dal genero Christian Friedrich Carl Kleemann, anch'esso pittore di miniature. Ulteriori edizioni ampliate apparvero nel tempo, come quella con la nomenclatura linneana.

Altre opere di Rösels furono l'Historia naturalis Ranarum nostratium (Storia naturale delle rane del nostro territorio), in due lingue, della cui pubblicazione una prima parte apparve nel 1753, per concludersi nel 1758, e un'opera, non portata a termine, su lucertole e salamandre.

L'0pera online:
Biodiversity Heritage Library
Universitäts Bibliothek Heidelberg

L'illuminismo mortifero: Mark Dion


Mark Dion guarda al grande sforzo classificatore, nomenclatore e accumulatore della scienza occidentale come si rivela nel suo volto macabro e mortifero. Lo sforzo tassonomico illuminista, le polverose inutili raccolte sono sì cosa morta ma risultano nella sua opera quasi affascinante antiquariato.

Wikipedia: Mark Dion

Johann Christoph Volkamer, Nürbergisches Hesperides


Fu di gran moda tra Sei e Settecento presso le aristocrazie europee coltivare piante di agrumi in luoghi adatti, giardini d'inverno o limonaie o orangerie che dir si voglia. La difficoltà di coltivazione in climi freddi e la bellezza delle piante, portatrici di frutti d'oro come nel Giardino delle Esperidi, fanno di queste collezioni botaniche dei simboli di status. Anche il ricco commerciante Johann Christoph Volkamer (1644-1720), botanico dilettante, colleziona piante di agrumi che coltiva nel proprio giardino presso Norimberga.

Nel 1708 egli dà alle stampe il libro Nürbergisches Hesperides oder gründliche Beschreibung der edlen Citronat, Citronen - und Pomeranzen - Früchte... in due volumi. Già Giovanni Battista Ferrari aveva intitolato la sua opera sugli agrumi Hesperides (Hesperides, sive, De malorum aureorum cultura...), così come Jan Commelin, fondatore dell’Orto Botanico di Amsterdam, e autore del Nederlantze Hesperides, opera sugli agrumi coltivati in Olanda pubblicata nel 1676.

Di evidente derivazione dal modello delle Hesperides di Ferrari, il Nürbergisches Hesperides comprende ricche illustrazioni nelle quali le diverse varietà di agrumi si accompagnano a vedute di luoghi e giardini della campagna di Norimberga. A questo libro seguirà nel 1713 la Continuation der Nürbergischen Hesperidum oder Fernere gründliche Beschreibung der edlen Citronat, Citronen und Pomeranzen, che questa volta sullo sfondo delle tavole presenta paesaggi e ville del nord-est italiano, luoghi con i quali l'autore intratteneva i suoi contatti d'affari. Quest'ultima edizione è inoltre arricchita da alcune illustrazioni di piante esotiche.


Nürnbergische Hesperides
Continuation der Nürnbergischen Hesperidum